25 gennaio, 2017

I poster, roba da teenager. O forse no


Nella mia stanza non ho mai avuto nessun poster. L'ho sempre deprecata come un usanza da giovani borghesi gne gne, peggio di quegli orribili scaffali pieni di fumetti (giapponesi, il che è un aggravante. Vanno bene Alan Moore, quello di 300 e di Sin City che ora non mi viene, AL LIMITE roba "eterosessuale" come Berserk e GTO) anzi,  fossi stato più ordinato mi avrebbe fatto piacere far sparire tutta la roba buttata ovunque e rendere l'ambiente spartano e minimal, come mi piace ammè, e come sarebbe piaciuto anche ad Epicuro e Lao Tzu. Non è detto che non accadrà, mi sono appena procurato un libro sul minimal lifestyle.




L'unica piccola eccezione che mi sono concesso è un manifesto di Fiamma Tricolore, di quelli che ho personalmente attacchinato in quel di Napoli non ricordo quanti decenni fa. Ne misi anche uno di Iannone ma sinceramente poi l'ho tolto; era davvero troppo, specialmente per uno come me che virtualmente potrebbe anche essere additato come un mezzo "traditore" da militanti di CP con poco spirito critico e molta ignoranza, stereotipi e propaganda in testa. Inoltre era un manifesto da strada, decisamente di cattivo gusto da tenere in casa; invece l'altro è fantastico e ce l'ho ancora oggi, non fosse altro come memento della mia formazione personale e patriottica nella militanza.
Se lo volete vedere andate sulla pagina della Wikipedia di Fiamma, è quello.

Ma in questi giorni sto avendo un ispirazione. Nel mio studio ci vedrei bene un foglio A3 di buona qualità, magari con una sottile cornice, con il faccione barbuto di Garibaldi; almeno per celebrare il riavvicinamento ai valori fondanti dell'Italia, anche se in un momento storico in cui i "valori" in generale sono al battito minimo.
O forse proprio per questo.
Come disse Heidegger "solo un Dio ci può salvare".



Nessun commento: