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Visualizzazione dei post da 2017

Ancora odio

In conseguenza del rinnovato odio verso le religioni, e approfittando della possibilità di scrivere un sacco di roba velocemente con il riconoscimento vocale, continuo la mia scarica logorroica per spiegare nei dolorosi dettagli perché è praticamente giusto odiare le religioni.

La faccenda è questa, le religioni sono fottute al di là di ogni spiegazione semplicistica. Non si tratta soltanto del fatto che le persone credono a delle immense puttanate, facilmente manipolabili da chiunque abbia il "potere spirituale" (qualunque cosa ciò voglia dire, io lo definisco "ascendente sugli ignoranti"), facendoci scivolare nella teocrazia.

È anche e soprattutto questo, ma c'è troppo altro di sbagliato.

La più semplice dimostrazione che il (porco di) dio, scritto volutamente minuscolo, non esiste.

Quando mi chiedono come faccio ad essere così sicuro che dio non esiste, inizio a sciorinare tutte le vergognose blasfemie che compio praticamente ogni giorno. L'altro giorno mi sono incazzato come una iena perché mentre scolavo l'aceto dalle carotine (fatte con tanto amore) mi sono cadute nel lavandino. Allora ho visto in ciò un segno dei seguenti fatti;

- che come al solito il dio dei cristiani è un maiale putrescente come la testa di maiale ne "il signore delle mosche", e non si smentisce mai

- che la mia ignorante mancanza di fede verso Satana, Astaroth, Baphomet, Chtuluh, Loki ecc. è stata (giustamente, a questo punto) punita lasciandomi in balìa di quel pazzo psicopatico di merda del dio dei cristiani, spec. quello del vecchio testamento, che sarebbe solo da sputare in faccia ogniqualvolta apre quella boccaccia di merda per proferire stronzate.

Sulle vere questioni di genere

Vedo in giro (e ricondivido sistematicamente) tante memes che giustamente insultano il genere femminile in-quanto-tale.
Però non ne vedo altrettante contro il genere maschile, oppure ne vedo alcune cretinissime e sfacciatamente bugiarde da parte delle "femministe", povere anime disagiate.

L'inutilità dell' Italia in un pratico esempio

Che l'Italia sia un paese inutile e del cazzo, che non vale una scoreggia delle sue glorie passate - alle quali pateticamente anela- dovrebbe essere ovvio per molti motivi; oggi illustro un piccolo, ma significativo esempio di ciò. L'uso della congiunzione "o" (vedi o con valore disgiuntivo)

Come uscire dalla depressione

Sono uno di quelli che è stato depresso, ed è riuscito a uscirne: penso di poter dare un paio di consigli validi a chi voglia fare altrettanto. E sottolineo "voglia", che non è da dare per scontato: alcuni costruiscono la loro identità attorno alla loro depressione, ne vanno fieri e se gli proponi di uscirne lo sentono come un attacco personale.
Se questa osservazione vi triggera, probabilmente questo articolo non è per voi.

Sulla questione degli "special snowflake"

Mi è venuto da scrivere un post, in puro stile "fiocco di neve speciale" che almeno uno dei miei follower riconoscerà subito. Ma poi ho scritto questo preambolo e mi è sembrato più adatto pubblicarlo per i cazzi suoi, come un discorso a parte, visto che stona un po' con l'altro post.
Chiariamo dunque questa storia degli special snowflake; tutti hanno il diritto di esprimersi, di tirar fuori la propria anima, con tutti i mezzi che gli sono congeniali (la scrittura in prosa, la poesia, la musica, i disegni ecc) e questo è forse il senso più vero e umano di "arte".

È notte fonda, siamo appena stati colpiti dalla tempesta perfetta e dopo quello che ho appena visto, di dormire non mi pare nemmeno il caso. Lampi a ritmo sincopato, un unico rombo di tuono continuo per tutta la durata dell'evento, poi chicchi di grandine grossi come fave che si accaniscono contro le finestre, ho temuto addirittura che riuscissero a rompere gli infissi e investire tutta la casa con quel turbinio infernale; e guardando fuori, una coltre di pioggia e grandine estremamente fitta, tipo bufera di neve, che non si vedeva niente nel raggio di una decina di metri. Insomma quel tipo di cose (come i terremoti, Berlusconi rieletto e altre inesorabili sciagure naturali) che ci fanno ricordare quanto in realtà l'essere umano sia piccolo.
Riflettendo sulla natura e il suo potere di distruggere e cacare il cazzo alla brava gente, il pensiero associativo mi ha fatto ritornare in mente un altro grande nemico dell'umanità; gli animalari, per lo più quelli estremisti e dotat…

A cosa servono e come funzionano le maledizioni

Da qualche anno ho preso la bellissima abitudine di maledire con notevole foga; allora come il mio collega Rettiliano Verace ha scritto un articolo per giustificare e inquadrare culturalmente la bestemmia, adesso ne scrivo uno per spiegare il senso delle maledizioni.

Maledire ha un'origine etimologica molto semplice, lo dice la parola stessa: "dire male". La maledizione consiste nell' augurare brutte cose a qualcuno, provocandogli il male attraverso semplici parole a effetto.

Ma "funziona"? In un certo senso, sì: funziona quanto il suo esatto contrario, le benedizioni.

Differenze fra l'horror mainstream degli anime weeaboo e i racconti di Edoardo Filippo Artigianodellammore (H.P. Lovecraft per gli amici)

Ho iniziato a leggere "il richiamo di Cthulhu". Perché sì, incredibilmente non l'avevo ancora mai letto, sopraffatto dalla pila interminabile di cose fantastiche da vedere/fare/leggere, necessità contingenti ed esistenziali o banali distrazioni dell'infernale Internette. Ne conoscevo però lo spirito e ho sempre ammirato il potenziale evocativo di Filippo Edoardo.

Voglio dunque provare a fare un confronto fra un anime del cazzo che un mio amico weeaboo praticamente mi costrinse a guardare (che in teoria doveva essere "horror" ma farei fatica anche a farlo rientrare nel thriller, e non ricordo nemmeno come si chiama: il che la dice lunga su quanto mi sia rimasto impresso), e i racconti del summenzionato maestro dell'horror "cosmico", come viene definito da alcuni.
Per l'esposizione userò in piccola parte uno stile che viene usato nella stesura delle sceneggiature, e che ho trovato interessante in particolare per il suo effetto comico.
Spero ch…

Violenza estrema sugli animali

Trigger warning: il seguente post potrebbe urtare la suscettibilità degli animalari più caparbi, siete avvisati.
Bene, e con il nigger warning mi sono messo al sicuro sia dai liberalfags, sia dall'ira di Dio per la mia animaccia nera, in seguito a quello che ho appena fatto.

I patemi dei conservatori su Internet

Diciamo una cosa ovvia: l'Internet è un medium troppo "avanti" per le miseramente arretrate destre occidentali, che certo con le loro strategie "virali" per non dire cancerose hanno i numeri (e per forza, è facile foraggiare le mandrie di ignoranti retrogradi, ottenendo il loro infoiato consenso) ma non hanno nient'altro.

L'Internet ha ucciso la nostra innocenza

In un certo senso è vero che l'internet ci ha privato della nostra primaria "innocenza", e resi sospettosi e paranoici l'uno verso l'altro. Qui vorrei analizzare uno dei processi attraverso cui questa situazione si è realizzata.

Perché le memi "di cattivo gusto" sono artistiche ed è sacrosanto già il fatto stesso che esistano

La questione è molto semplice, talmente semplice che sarebbe persino ovvia se la political correctness non avesse influito sulle vostre capacità di ragionamento e di giudizio.

Quanto mi stanno sul cazzo le cerimonie.

Madonna mia quanto mi stanno sul cazzo, è una cosa atroce.

Capitolo 1: cosa cazzo sono le cerimonie 
Abbiamo tutti una conoscenza più o meno intuitiva e "per esperienza" di cosa sono le cerimonie e i rituali sul piano sociale. Molte di queste le mettiamo in alto senza neanche esserne consapevoli, semplicemente abbiamo imparato che "si fa così" e lo facciamo. Talvolta lo abbiamo imparato nel modo più duro, venendo sgridati dai genitori o mortificati da gente alla cui stima ci tenevamo.
Conoscere e praticare correttamente le cerimonie richiede una discreta intelligenza sociale, che non è da dare per scontata: alcuni individui ne sono sprovvisti, vuoi per la mancanza di esperienza, voi per disordini mentali (tipicamente l'autismo).

L'intelligenza sociale è completamente sconnessa da altre forme di intelligenza; ci sono individui che sono altresì dei completi imbecilli ma "socialmente" sono molto in gamba, e viceversa. Siamo in molti a pensare che esi…

Sulla guerra dei generi (Gender Wars)

Avrei preferito (e di gran lunga) scrivere un post su quella figata di Robot Wars, ma ancora una volta mi toccherà scendere a patti con la patetica realtà postmoderna e scrivere di argomenti assai meno importanti e interessanti


Questo è uno di quegli argomenti talmente intricati che ho semplicemente rinunciato ad averci sopra un opinione, è come decidere il colore dello studio; se lo fai chiaro la luce diretta viene abbagliante, se lo fai scuro è un mortorio, se lo fai grigio è anonimo, se lo fai coi colori accesi sembra un asilo nido, e insomma è impossibile mettere tutti d'accordo o anche soltanto "sé stessi".
Ed è quella la cosa grave, non sapere cosa cazzo si vuole.

Ma andiamo per ordine.

Come dicevo, personalmente non me n'é mai fottuto granché, ma questo non mi ha impedito di sviluppare un' opinione in base alla roba varia che ho letto in giro, specialmente nella sub-reddit "red pill".

Ora, è capitato incidentalmente di affrontare il tema con una…

La serie The Elder Scrolls è sopravvalutata.

Superando l'estrema avversità della pigrizia sono riuscito a dare un occhiata ai temi preconfezionati per il blog, con tanto di personalizzazioni operabili comodamente dalla pagina dei temi, e quindi senza dover sminchiare con l'HTML. Per celebrare il lieto evento parlerò oggi di un tema che mi sta a cuore più della vita sulla Terra: i videogiochi della Bethesda.

I nerd della vecchia guardia

Prendo spunto da questo articolo; lo trovo diciamo somewhat interesting, e tuttavia da qui ho capito di NON essere un nerd. Nel senso che il Mercato è riuscito a corrompere pure quelli; i nerd "di una volta" si chiudevano in casa, dove si dedicavano in maniera insana alle loro fissazioni autistico/schizoidi (quali che fossero, anche roba completamente astrusa e fuori dalla realtà; invece oggi vanno "di moda" le serie tv e i videogiochi, e per i più hipster anche i fumetti), e non avrebbero mai ceduto a una robetta frivola come il merchandising. Il nerd "originario" non si identificava con il consumo, ma semmai con la fruizione dei contenuti a tema, che è già un altra cosa; parliamo di roba non monetizzabile come le wiki monotematiche, le interviste rare agli autori con le rivelazioni sul plot, cose così.

Ecco io sono nettamente un nerd di questo genere. Intendiamoci; un buon 10 euro (ma anche 25, toh) lo avrei mollato volentieri per una roba come la Deus …

Sulla viziosità dell'Occidente, o riflessioni a scazzo annotate al volo

Nel mio lavoro avanzano un sacco di foglietti di carta, molti di più di quanti ne consumo per annotarmi le cose; per cui uso metterli da parte e riutilizzarli. Mettendoli insieme e spillandoli ci vengono fuori interi "quadernini" e piccoli bloc notes riciclati da poter usare per tutte le occasioni. Ad esempio quando stai sulla tazza del cesso, ti viene un intuizione geniale e non vuoi perderla con il defluire dello sciacquone.

I poster, roba da teenager. O forse no

Nella mia stanza non ho mai avuto nessun poster. L'ho sempre deprecata come un usanza da giovani borghesi gne gne, peggio di quegli orribili scaffali pieni di fumetti (giapponesi, il che è un aggravante. Vanno bene Alan Moore, quello di 300 e di Sin City che ora non mi viene, AL LIMITE roba "eterosessuale" come Berserk e GTO) anzi,  fossi stato più ordinato mi avrebbe fatto piacere far sparire tutta la roba buttata ovunque e rendere l'ambiente spartano e minimal, come mi piace ammè, e come sarebbe piaciuto anche ad Epicuro e Lao Tzu. Non è detto che non accadrà, mi sono appena procurato un libro sul minimal lifestyle.

Sull'alienazione tecnologica

leggevo questo articolo
Ora, il sito non è esattamente Wired, ma pur nella sua semplicità generalista che rasenta la banalità a volte è possibile trarre degli spunti di ragionamento. Ad esempio su uscite come questa:

Le nuove tecnologie alla base della comunicazione digitale contemporanea ci fanno credere di essere meno isolati perché sempre connessi. Si tratta però dell'illusione di una reale intimità: i nostri profili online esistono in funzione del numero dei contatti, oggetti inanimati e intercambiabili che acuiscono il senso di solitudine.