30 novembre, 2016

Scuola di alfismo (in risposta)

Ho scritto questo post inizialmente come risposta a questo post, ma poi è iniziato a fiorire come un discorso abbastanza strutturato da avere "dignità" di post a sè stante, ed eccolo qui. È una di quelle occasioni in cui un piccolo pretesto mi permette di tirar fuori cose che ho capito da anni di esperienza più o meno diretta, ma non ho mai avuto l'occasione di esprimere al di là della semplice "messa in pratica".

Inizio rispondendo per punti.

Ovviamente le donne sono animali semplici e valutano solo l'aspetto fisico

bleh, non è vero che valutano "solo l'aspetto fisico". Anzi questo vale proprio per loro (le donne cesse valgono quanto il due di coppe quando la briscola è a denari, e non soltanto nel campo della seduzione ma in generale nella scalata sociale... anche perchè l'uomo è ancora più superficiale della donna, specie nella scelta del partner). In realtà le donne guardano la sicurezza di sè, o per essere più precisi (e facendo un accurato paragone col regno animale) guardano il controllo del territorio che uno mostra di avere. Le donne rispettano il potere più di qualsiasi altra cosa; i soldi sono essi stessi considerati in quanto misura del potere, e non "in sè" come comunemente si crede. Poche donne sono così avide da "sposare un uomo per soldi", e spesso sono disturbate.
Bisogna anche tener presente che nella strana razza umana, "il territorio" si è allargato parecchio e intende una valanga di cose che per gli animali  (esseri semplici) non significano un cazzo. Roba come l'eleganza e il savoir faire, come il saper trattare gli altri (a qualsiasi livello sociale si trovano; inferiori, parigrado, i capi, i beta, gli omega sfigati, i gregari e tutto l'ambaradan), il "saperci fare" in più campi possibile (a lavoro, con i suoceri scassacoglioni....), insomma in generale il sapersela cavare nelle situazioni. Sono queste cose qui che fanno "l'uomo", soprattutto agli occhi di una donna.

Per quanto riguarda l'aspetto fisico, la questione è semplice; è ANCH'ESSO misura del potere. Potere su di sè, potere di controllarsi e non mangiare schifezze e allenarsi tutti i santi giorni (o almeno 2 volte a settimana, minimo). Questo è l'esatto contrario della concezione di "bellezza" per una donna - poi certo dipende da uno come lo intende. A me che preferisco le ragazze "acqua e sapone" fanno genuinamente schifo le ragazze che lo star system spaccia per "bellissime", quelle bambole di silicone modificate come i cyborg.
Il punto è che a livello sociale, la bellezza femminile aumenta il potenziale di "status symbol", ovvero rende una donna più adatta ad essere sbandierata in giro come un trofeo da esibire.
Detto ciò, anche un panzone può risultare affascinante se è sufficientemente strafottente della propria condizione "non ottimale" (le donne conoscono il giudizio che hai di te stesso meglio di te, e lo usano per valutare la tua autostima. E' un'abilità innata che hanno per riconoscere istintivamente gli individui dominanti e quelli insicuri) e se sa esprimere mascolinità in altri modi - difatti il macho muscoloso non è l'unico modello di maschio dominante, ci sono ad es. i grezzi motociclisti e i metallari.

Che i pittori effemminati siano considerati "scarti" del genere maschile, è già vero da molto tempo (da quando è passato di moda il romanticismo) e direi anche "era ora".
L'eleganza non è comportarsi da froci. Anche quei prendinculo di Corona e Lapo sanno essere eleganti, quando vogliono.

In sostanza l'attitudine per un maschio vale infinitamente di più dell'aspetto fisico. Sono le donne che sono spacciate, se non sono "naturalmente belle" (o disposte a spendere una fraccata di soldi per modificarsi)

Poi riguardo questo aneddoto:
Hanno preso il caffè e il ridicolo maschio si è fiondato a pagare per tutti e quattro. Le ragazze lo hanno ringraziato con un ghigno molto eloquente.  Una ha detto a voce alta ''non è la prima volta che offre lui ahahah'',un'altra lo guardava sogghignando come a dire ''grazie, sei proprio un coglione''. Perché è questo ciò che pensa una donna di un uomo del genere. Le donne vogliono i dominatori e non i servi, vogliono sentirsi dire cosa devono fare e non avere il caffè pagato.

che zerbino... ecco cosa ha creato la cultura del romanticismo.

Per approfondire il discorso, vale la pena ricordare che la "buona educazione", la galanteria e tutte quelle stronzate annesse e connesse (fino allo stesso romanticismo del cazzo, a lungo andare) sono state inventate ai tempi del re Luigi XIV per controllare ed ammaestrare (letteralmente, cioè come animaletti) i suoi aristocratici, ridotti a cortigiani e servi; era tutto un rituale in funzione dell'instaurazione della monarchia assoluta.
Considerando che fino ad allora l'aristocrazia era sempre stata L'UNICA classe sociale che si opponesse al re, che potesse minacciarlo e farlo genuinamente cagare sotto (con minacce di insurrezioni, tradimenti ecc) questo la dice lunga sulle vere origini e gli scopi di quelle usanze.
Abbiamo creato una società di servi. I nostri maschi vengono educati a fare i servi e questo viene spacciato per un comportamento "virtuoso" (di questo poi se ne parla diffusamente sulla subreddit The Red Pill, oltre che su 4chan).

È per questo (solo per questo) che chi si comporta da stronzo viene considerato forte e "con una mazza tanta" dalle femmine. Perchè solo un servo si piega, si sottomette e si fa ammaestrare come un cazzo di cortigiano del Re Sole da qualunque stronzo sta sopra di lui, o addirittura dalle femmine la qual cosa va semplicemente al di là del ridicolo, e lo dico da femminista. E' una cosa che spontaneamente non ho mai nemmeno concepito di fare, se non per esprimere galanteria ma una cosa è farla da una posizione dominante, e tenendo ben chiari i ruoli; tutta un'altra cosa è zerbinare senza alcun pudore nè dignità, nella pia illusione che questa sia "la cosa giusta da fare" perchè "le donne vanno trattate come bambole di porcellana" e bla bla bla.
Qualunque femmina che abbia un bencheminimo di consapevolezza di sè stessa (e mi rendo conto che non è una qualità comune nel genere femminile, ma appunto per questo ho specificato) vi confermerà tutto quanto. Per esempio sui già citati forum, ci sono donne oneste che dicono le cose come stanno; sono cose che una donna dal vivo non dirà mai. Nemmeno se le pensa. Soprattutto, se le pensa. Perchè sono quei segreti che consentono loro di ottenere potere, ammaestrando il maschio debole che non è capace di comprendere "la cella della sua prigione", e di conseguenza di uscirne, di liberarsi. Ma non me la sento di dire che "è colpa loro" (specie considerando che i maschi hanno assoggettato per secoli le femmine con simili dispositivi psicologici, se proprio vogliamo analizzare la cosa in regime di par condicio), è responsabilità del maschio capire come funzionano queste cose, e conseguentemente non farsi fregare; ed è esattamente questo il motivo per cui mi sbatto a scrivere questi post. Spero di riuscire ad "illuminare" qualcuno. Fa parte dell'essere uomini, fa parte del crescere, fa parte del capire l'enorme complessità della vita.

Dicevamo; il maschio che si comporta in modo servile, esprime sottomissione e viene (giustamente anche) percepito come disprezzabile (ossia appartenente ad una categoria gerarchica-sociale più bassa; ne parlerò più avanti).
Questo vuol dire che un maschio alfa non è MAI signorile, generoso ecc? No, lo è, ma in maniera estremamente equilibrata e soltanto con le persone giuste - tipicamente con chi sta sopra di lui.  In questo modo viene rispettato il pecking order. Non c'è niente di peggio che essere gentili con chi sta sotto di sè, nella scala gerarchica; è un modo infallibile per passare per deboli e coglioni, e venire trattati immediatamente di conseguenza. Credetemi, io sono portato per indole a comportarmi in maniera gentile [NON perchè "mi sottometto", questo è come lo percepiscono gli altri.... ma perchè MI PIACE la gentilezza sincera (e cioè non manipolativa, senza secondi fini, e soprattutto che non esprima sottomissione!), soprattutto nelle ragazze ma evidentemente tendo a fare un po' di confusione nei ruoli] e da quando ho iniziato a fare sistematicamente la parte dello stronzo, le altre persone mi apprezzano e mi rispettano come non era mai successo prima di allora. Bisogna provarci seriamente e verificare di persona, non è così "perchè lo dico io", dovete scoprirlo da soli. E' nel vostro interesse.

La gerarchia oligarchica e sociale; il pecking order

In pratica funziona così: se sei un Delta (=sottomesso di terzo livello) e ti comporti con gentilezza con un Omega, vieni considerato PEGGIO di lui. Gli omega (comunemente noti come "sfigati") sono considerati il fondo della scala sociale, nel regno animale vengono "beccati" da tutto il resto dell'alfabeto greco.

Prima di continuare con questo discorso delle relazioni di potere nella scala gerarchica, c'è da fare una premessa importante; normalmente si ragiona partendo dalla premessa deficiente secondo la quale una persona è "alfa" o "beta" in maniera assoluta, facendo dunque distinzione fra il maschio "dominante" (categoria alla quale solitamente si appartiene, nelle intenzioni) e quell'altro lì, che invece si sottomette. Mentre nel regno animale esiste un definito "maschio alfa" che comanda il gruppo (che comunque pure quello alla fine invecchia e viene scalzato da qualcun altro), nel mondo umano tale figura assoluta di dominio può essere incarnata solo da un dittatore, oppure da un "capo" particolarmente carismatico all'interno di un consesso sociale ben definito (ad es. Berlusconi è stato indiscutibilmente "l'alfa" del centrodx italiano negli anni '80-2000).
Il punto è che queste sono eccezioni, Normalmente, un essere umano cambia continuamente ruolo a seconda della situazione, della relazione estemporanea, di chi ha davanti e di un miliardo e mezzo di altri fattori. Uno può comportarsi da dominante con sua madre, poi magari arriva il padre incazzato che lo mette a posto. Oppure può bullizzare il suo professore e poi pisciarsi sotto quando arriva il preside "sceriffo". Ne consegue che chi è convinto di essere sempre e solo "alfa" non è affatto un individuo tendenzialmente dominante, come magari gli piace credere; è solamente un coglione narcisista e illuso. Per farci capire, persino Fabrizio Corona (che molti coglioni altrettanto illusi considerano l'alfa assoluto) si è dovuto sottomettere *  a Lele Mora, che era quindi il suo capobranco in quella specifica relazione. Poi magari si comporta da stronzo alfa davanti agli altri maschi che considera "plebei" davanti a sè stesso, ma grazie al cazzo, dopo che lo hai preso in culo e hai così acquisito potere e importanza sociale.

* alcuni dicono anche fisicamente... una volta ho letto un commento talmente scioccante che lo ricordo a memoria; "qui a Milano lo sanno tutti che è la figa di Lele Mora"

Oltretutto, bisogna capire una cosa importante quando si parla di "dominare", di "potere" e cose di questo tipo (ed è qui veramente si capisce se una persona è intelligente e capisce veramente, o è il solito poveraccio narcisista vanaglorioso, di quelli che la nostra misera società sforna a ciclo continuo): il potere te lo accordano gli altri, non te lo prendi da solo. Alcuni * che evidentemente sono rimasti bloccati a fasi arcaiche dello sviluppo psicosessuale, sono convinti di potersi prendere tutto il potere che vogliono, di essere invincibili e che comportandosi da stronzetti, tutti gli altri obbediranno senza contestare.

* ad es. i bulli; ma non tanto i bulli delle medie che è fisiologico che si comportano così in quell'età, ma quelli che da adulti pensano di potersi ancora comportare come i bulli delle medie e "dominare" impunemente gli altri. Il che è pure teoricamente possibile, ma solo con individui che della "dignità" non conoscono nemmeno la definizione da vocabolario

Certo, la nostra società fallita rinforza parecchio questa idea anche nei giovanissimi; ci sono effettivamente genitori e professori che, sottomessi e castrati dalla più vile political correctness post anni '60 non sono in grado di controllare un bulletto che tira fuori un temper tantrum (in italiano penso che renda "scatto d'ira" o comunque capriccio incontrollabile) e si fanno pure pisciare in testa. Il che sarà una delle tante e ottime ragioni per cui le società patriarcali * molto presto ci faranno il culo a paletta, e il mondo ritornerà al suo ordine naturale, ma non divaghiamo.

* quelle società dove il professore medio ha la compassione e la tolleranza di Clint Eastwood quando faceva i film western. Non quando si è messo a fotografare ponti e a difendere i negri dalla pena di morte

Dunque, il potere te lo assegnano gli altri, e in base a quale criterio? E' un po' complicato da spiegare, la questione viene esposta egregiamente negli studi di Max Weber sulla sociologia del potere * per cui non sto qui a divagare su quest'argomento. In breve diciamo solo che ti danno il potere SE pensano che te lo meriti, che sei capace di comandare, che "hai le palle" per comandare, e tutta una serie di cose che fanno capo al concetto noto nel mondo anglosassone come leadership. **

* in particolare il concetto di herrshaft, che in italiano dovrebbe rendere come "autorevolezza", in opposizione all' "autorità", che è il potere che ti prendi con la forza; il potere fascista, per intenderci

** In italiano a volte viene reso "attitudine al comando". E a questo punto il bulletto delle medie già può andarsi a sparare; il massimo che potrà comandare nella sua vita con le sue tecniche di manipolazione emotiva da bambino di 6 anni sono i suoi familiari sfigati; tecniche che fuori di casa al massimo funzionano coi professori prendinculo.

Un caso peculiare; il lupo solitario

Infine c'è da fare un chiarimento importante: il "lupo solitario" è una cosa completamente diversa dall'omega (che in etologia sarebbe l'individuo che sta in fondo alla scala gerarchica, MA non viene cacciato dal gruppo. Rimane a fare il "capro espiatorio" per tutti gli altri). Ci sono vari motivi per cui un lupo diventa "solitario", ma escludendo il caso in cui venga cacciato dal branco (che è una cosa diversa! Normalmente nemmeno gli omega vengono cacciati), il lupo solitario SCEGLIE di allontanarsi dal branco. Talvolta si unisce ad un altro branco, talaltra rimane solo per il resto dei suoi giorni, sviluppando capacità eccezionali (facendo di necessità virtù del fatto di doversi arrangiare e cacciare da solo), e specialmente un proverbiale coraggio che i lupi dei branchi non possono nemmeno ipotizzare; il lupo sociale si fa coraggio vedendo altri individui più coraggiosi di lui (spec. il capobranco), il lupo solitario invece per forza di cose il coraggio lo può trovare solo dentro sè stesso!

Ora, se questo discorso si applica alla razza umana viene fuori uno scenario interessante per quanto riguarda "gli asociali" (come me).
Non sono realmente "beta" (sottomessi al dominante, di primo livello), perchè non sottostanno al volere altrui; anzi si allontanano esattamente per scansarsi le convenzioni sociali e altre forme di ammaestramento, poco gradite per natura a un individuo dominante.
Non sono "omega" perchè  non vivono ai margini della società o dei gruppi sociali, elemosinando la benevolenza degli altri membri della tribù e patendo umiliazioni senza la minima dignità.
La verità è che i pochi veri "lupi solitari" umani sono individui alfa, che in quanto tali non tollerano il fatto di essere comandati da individui che considerano meno che "omega"; per la precisione i subumani, nella filosofia di Nietzsche.
Alcuni di questi, "dominanti" lo sono decisamente e concretamente; cioè si comportano in modo dominante con gli altri, le rare volte che ci hanno a che fare. Altri (ed è il mio caso) sono circostanziali; siccome mantenere la reputazione di alfa presso gli altri è faticoso *  ci adattiamo, e ci accontentiamo di uno spettro gerarchico inferiore che va dalla reputazione di "persona alla quale non è una grande idea rompere i coglioni" fino a "tizio burbero, che però è in gamba e sa il fatto suo". Qualsiasi cosa ci faccia comodo.


* Parentesi sulla vera condizione dell' Alfa in natura

pochi sanno (e lo sanno in pochi perchè appunto, in pochi si degnano di studiare seriamente l'etologia, limitandosi a leggere quelle 4 stronzatine di paragoni inopportuni, ignoranti e fuori dal mondo su "alfa" e "beta" che taluni autori di libri sfigati tendono a infilare ovunque, credendo che basti questo per avere un quadro chiaro della situazione) che il maschio alfa è in realtà estremamente stressato; negli esperimenti dimostrano livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, più alti fra tutti i membri del branco. Questo perchè devono tenere sotto controllo tutto ciò che "comandano"; devono condurre la caccia e gli attacchi per difendere il territorio dagli altri branchi; devono essere SEMPRE i più impavidi di tutto il resto del gruppo * visto che ogni segno di debolezza viene registrato dai sottoposti; devono assicurarsi di ricevere sempre il primo boccone alla fine della caccia (perchè dare la precedenza agli altri indica debolezza); devono assicurarsi che le femmine non si accoppiano con altri maschi (spesso fallendo, e quindi mostrando debolezza), devono sfidare a duello tutti i maschi che mettono _continuamente_ in discussione il suo potere e cercano di fargli le scarpe (ve lo ricordate Diego Abbatantuono quando faceva il re degli Sbabbari, "chi è lo re?" Ecco, nella sua semplicità è una rappresentazione estremamente chiara!).

* Roba che avrebbe fatto senso anche a Gabriele D'Annunzio.

Insomma non è esattamente una posizione invidiabile come si ritiene comunemente.
Tant'è vero che taluni autori suggeriscono addirittura che la filosofia di vita migliore sia fare l'esatto opposto; fuggire al minimo segnale di stress. * Ma questo esula dal nostro discorso.

* Si veda in proposito "Elogio della fuga", magari informandosi preventivamente sui famosi esperimenti di Henri Laborit per vedere se l'argomento lo trovate interessante.

Dunque, stavo dicendo prima; si può essere "dominanti" anche in modo circostanziale, il che è molto più efficiente, e soprattutto è possibile a differenza dell'illusione infantile (nonchè frutto della più vile hubris) di poter sempre comandare tutti gli altri. Per es. il mio capo non lo domino attivamente, perchè è pur sempre "il mio datore di lavoro" e non posso (più che altro "non voglio" perchè non mi conviene) tirare la corda più di tanto.
Ma nemmeno mi faccio dominare da lui o da chiunque altro, quello mai. Semplicemente non sarei "io" se mi facessi comandare. Per cui assumo una serie di atteggiamenti che rendono chiaro che l'unico che mi dà ordini sono io stesso. Per es. se mi dice di fare una cosa, io faccio al 90% ciò che mi dice di fare, ma poi ci metto sempre un tocco personale o cambio qualcosa, in maniera tale che posso dire di averla fatta io (e non "per lui"). Sembra una cosa da poco, ma tante "cose da poco" si accumulano e fanno una grossa differenza di atteggiamento e di percezione sociale.
Oppure; se cerca di umiliarmi, di farmi sentire in colpa o in quasiasi altro modo di manipolarmi coi sentimenti, non lo caco proprio, non faccio una piega e faccio vincere sempre la mia posizione in tutti i modi possibili, soprattutto puntando sull'onestà, sulle richieste ragionevoli ed efficaci, e sulla la chiarezza - che è molto più "forte" che puntare sull'inganno da due soldi, come fa lui; infatti sono sempre io ad accartocciare lui svelando le sue magagne e facendogli fare figure di merda considerevoli davanti a tutti i dipendenti, e mai il contrario. Tanto che alla fine ha capito che è meglio non provocarmi, e ha smesso del tutto. E questa è una sottomissione da parte sua, anzi peggio, è un ammaestramento; smettere di fare una cosa che vorresti fare, perchè l'altro ti ha "educato" a non farla. E' la mia vittoria sulla sua debole personalità.
Altre cose che conferiscono potere; una volta sola cercò di ricattarmi minacciandomi di licenziarmi (dopo una sfuriata che ci voleva proprio, a seguito dell'ennesima accusa rivoltami a vuoto), e la mia posizione fu del tipo "senti, io lavoro così, davanti a Dio faccio del mio meglio e cerco sempre di migliorarmi e di non fare errori; se non ti conviene prendi qualcun altro". Sappiamo entrambi che è vero, che io affronto sempre e onestamente i problemi che man mano emergono, che sono responsabile e diligente qualunque cosa faccia, perciò non poteva piantarmi scuse del cazzo come suo solito o lo avrei smerdato. Anzi, si sarebbe smerdato praticamente da solo (grazie alla "trappola" dialettica che gli avevo costruito attorno) accartocciandosi nelle sue stesse ambiguità da terrone disistimico. Non solo, ma la mia risposta "prendi qualcun'altro" era una provocazione, perchè sappiamo entrambi che non può, perchè nessuno lavora con tanta dedizione come faccio io (o almeno, non con questo stipendio, ma in generale dalle mie parti nessuno lavora bene nemmeno se lo copri di soldi) - e anche quello è un modo per essere dominanti, e dunque acquisire potere. Il fatto stesso di lavorare bene, di rendersi non dico "indispensabili" ma per lo meno difficilmente sostituibili, pone automaticamente in una situazione di privilegio e aumenta il potere contrattuale. Partendo sempre e comunque dall'idea che pure l'automiglioramento, lo fai per te, per aumentare il tuo potere contrattuale e non per lui.
Poi certo, quando hai un capo che NON è uno stronzo, puoi anche dedicarti genuinamente al suo interesse, dare del tuo meglio e vedere riconosciuto il tuo impegno; ma in questo caso specifico, la priorità è aumentare il potere contrattuale, o forse bisognerebbe dire "potere di ricatto" vista la mentalità del soggetto.

In questo senso sono dominante; "sottometto" uno che gerarchicamente (per pura convenzione sociale, ma anche perchè guadagna più di me e perchè io sarei lavoratore "dipendente", ma sono cose da cui non mi faccio impressionare) dovrebbe starmi sopra, fino a costringerlo a relazionarsi con me come fossi un parigrado. Certo lui dal canto suo può incazzarsi a bestia, invidiarmi, e di conseguenza mi può abbassare lo stipendio, può tenermi lontano dalle mansioni più avanzate e impedirmi di fare carriera, ma _a me_ sta bene perchè, per come sono fatto io, preferisco farmi estraniare ma imporre i miei paletti invalicabili agli altri, piuttosto che sottomettermi per ottenere la loro merdosa accettazione.
L'importante è che mi si rispetti e mi si lasci libero, non importa poi se ciò venga fatto volontariamente o a denti stretti.
Se facessi diversamente sarei "beta", cioè sottomesso, come tutti gli altri.
Potrei anche decidere di andare via e cambiare lavoro, e anche in quel caso sarebbe una mia decisione e non me la farei imporre, ma semplicemente per il momento mi conviene così (si fanno sempre dei compromessi; come detto, non esiste il dominio totale, non esiste quello che "comanda" in modo assoluto come i cattivi dei cartoni animati).
Io dunque sono "dominante" non in senso assoluto, ma nella misura in cui impongo il mio punto di vista sugli altri (a botta di negoziazione, manipolazione, persuasione ed altre cose che tipicamente si usano nella relazione sociale). E questo è solo un esempio di come si possa essere "dominanti" pur essendo asociali, ne ho conosciuti molti altri e proprio da loro ho tratto "l'ispirazione" per la mia filosofia di vita.
Ah, e prendo me stesso come esempio perchè è l'esempio più "alla mano" di übermensch che ho a disposizione. Avrei anche potuto prendere il Sommo Uriel Fanelli, che sicuramente è infinitamente più "dominante" di me (anche se appunto, pure lui è abbastanza "solitario") ma lo conosco molto meno di me stesso!

Questo discorso in teoria può valere per tutti i solitari; tanto per il "genio incompreso" (quando non è solamente un nerd che si dà arie, ma la differenza in questo caso si vede) tanto quanto per il clochard che decide di fare quella vita solo per non sottostare ad altre persone, che (talvolta giustamente) considera teste di cazzo.
Poi certamente, non tutti i solitari sono tali per (vera) scelta, o perchè appunto sono alfa "in incognito"; alcuni semplicemente, essendo solamente dei nerd socialmente incapaci e un po' autistici, se entrassero in società sarebbero "omega" e si sono stancati di accollarsi quel ruolo, per cui diventano otaku e si ritirano dalla vita sociale; ma questa non è una fuga controllata e consapevole come quella illustrata da Laborit, è solo una sconfitta.



1 commento:

Daniele Lapenna ha detto...


Il post è pieno zeppo di contenuti,e ogni argomento apre ad un dibattito.


Inizio col maschio muscoloso e che viene percepito come alfa. Ebbene,è un grande problema che poche donne (e uomini,tra i quali gli stessi muscolosi) non sappiano che siano creture insicure. Molto insicure.
Se li si analizzano,si scopre che curano la loro immagine eccessivamente e,ogni difetto,permette di metter loro pressione,paura, e impegnarsi per eliminare l'ipotesi di un evento che mini la loro credibilità di fronte agli altri e verso sè stessi.Chi è sicuro di sè non pensa ad apparire in una certa maniera per farsi accettare oppure per mostrarsi forte: semplicemente dimostra con i fatti di esser il più forte,e non con l'aspetto fisico o la forza fisica.


Poi quando si trattano con i guanti le donne:accade o che ti ridicolizzino o che se ne approfittino.
Il punto è che i maschi stupidi che fanno i tappetini con le donne (il 90% - mi tengo largo e positivo - solo per una scopata) non sanno che debbono prima capire che donna hanno davanti,e semmai poi agire in una certa maniera. Ci sono donne che sono uomini nel DNA,e donne che vogliono persino che gli si lavi loro i denti.


Sono le donne che sono spacciate, se non sono "naturalmente belle"
Ho notato che le donne e gli uomini non belli,molte volte si concentrano su sè stesse,visto che sono isolati e derisi dalla società,e quindi si concentrano sugli studi e spesso ottengono anche degli ottimi risultati e posti di lavoro migliori di chi fa il maschio (o,perché no,la donna) alfa.
Certamente,come hai ben scritto,il valutare l'aspetto esteriore è tipico di entrambi i sessi,e io aggiungerei forse più per l'uomo,visto che la donna ha l'istinto di cercare un uomo che abbia anche la capacità di farla sentire sicura.





da quando ho iniziato a fare sistematicamente la parte dello stronzo, le altre persone mi apprezzano e mi rispettano come non era mai successo prima di allora. Bisogna provarci seriamente e verificare di persona, non è così "perchè lo dico io", dovete scoprirlo da soli. E' nel vostro interesse
Ottimo consiglio per tutti. Il punto è che chi ha paura e ammirazione per lo stronzo,spesse volte lo teme,e lo odia segretamente. Non è alla fine un "rispetto sincero" ma più un rispetto nato dalla paura,e non so quante persone lo vorrebbero veramente. Ci vorrebbe un bastone fatto di steli di rose,che non ti frantumano le ossa a differenza di un bastone di ferro ma posson esser pericolosi solo se non vieni preso dalle spine,le quali possono rimanerti anche dentro la pelle.


Sul lupo solitario beh,è come lo descrivi,ma solo se si allontana dalla società e non ne fa parte. O bisogna categorizzare il tipo di lupo solitario? I senza tetto sarebbero lupi solitari che hanno evitato la società in modo netto e deciso,ma senza crearsi una loro vita.
Vabbé ho scritto una stronzata,soprattutto perché se divieni lupo solitario e da solo ti crei,chessò,una tua vita e indipendenza,alla fine non sei solitario,perché qualunque lavoro tu faccia,dipenderai sempre dalla società,dovrai averne a che fare,e dovrai affrontare sempre le persone di livelli inferiori.
Alla fine,siccome siamo costretti nella società,un lupo solitario è colui che è immune ai comportamenti altrui,ha a che fare con i soggetti inferiori,ma se la cava in ogni situazione. In pratica è solo anche in mezzo ad un gruppo di persone. Ma è sereno,soddisfatto,e felice.