04 novembre, 2016

Ancora sull'intervento di Mentana, più duri che mai.

Qualche giorno fa in un post ho condiviso, commentandolo con toni alquanto entusiastici*, quel video in cui Mentana mette a figura di merda una ragazza intervenuta alla conferenza; essenzialmente la solita piangina che si lamenta del governo ladro e farabrutto senza fare assolutamente niente per cambiare le cose, che è esattamente ciò che Mentana le rinfaccia.
* Tra l'altro alla luce anche delle giuste critiche sollevate dal collega immagino di dover rendere conto della mia reazione entusiasta al video, non fosse altro per non essere frainteso.



L'Italia è piena di gente così, e si vede dai risultati. Ora, questo rispettabile collega blogger* ha esposto il suo punto di vista sulla questione; pertanto non so esattamente come cazzo funziona, "formalmente" diciamo, questa cosa di rispondere al post di altri blogger su uno stesso argomento, ma in ogni caso gli rispondo qui, poi eventualmente curiamo le formalità.
* tutta sta storia di definire i blogger "colleghi" rientra in un mio meccanismo difensivo psicotico in cui mi calo nell'illusione di avere colleghi di lavoro dotati di tatto, carisma, acume e buona volontà, nonché capacità di comprensione superiore al livello "ritardo mentale", tanto per rendere la dura realtà più sopportabile.

Mi fa molto piacere che questo video abbia contribuito a sollevare il dibattito sui ggiovani, il vero punto focale di tutti i problemi, il tallone di Achille della nostra ormai fottuta civiltà occidentale.

Parto dall'ottimistico presupposto che non siete malati di AD/HD o analfabetismo funzionale, che siete dotati di una dignitosa capacità di comprensione del testo (diciamo "abbastanza da passare il test OCSE", o per lo meno "abbastanza da non farvi diagnosticare una lieve forma di ritardo mentale"; non voglio pretendere poi troppo dall'umanità) e che avete letto il suo intervento, avete capito un po' la questione sollevata, e soprattutto che ve ne frega realmente qualcosa di approfondirla, e insomma non siete i soliti italiani di merda che si soffermano solo sui titoli morbosi e clickbait come delle vecchie zitelle represse, che infatti sono.
Ma a chi sto cercando di convincere? Me stesso? Comunque con il beneficio del dubbio vado avanti.

Dunque senza ulteriori premesse vediamo la prima argomentazione sollevata.

Argomentazione 1: "Mentana è un servo".


Per esporre correttamente il mio punto di vista, devo far presente che questa cosa mi era assolutamente chiara nel momento in cui ho condiviso il video. Al che uno mi potrebbe dire "allora perché sei entusiasta del suo intervento? Stai simpatizzando con un servo dei potenti?  Sei un Ka$ta!". Beh non è esattamente così. Posate i forconi, e lasciatemi spiegare.
Prendiamola a largo e diciamo che Mentana, a fronte della sua (ipocrita? ostentata?) preoccupazione per i ggiovani, esibisce spesso un certo elitismo generazionale, ossia quell'atteggiamento del tipo "la mia generazione era fichissima e abbiamo cambiato il mondo, le nuove generazioni fanno pisciare e cagare" e questo genere di retorica che non mi convince. Che in verità già di per sé è una posizione abbastanza epistemologica* alla luce di opere come questa

*epistemologico sembra uno di quei paroloni per tirarsela di avere una cultura tanta, ma letteralmente dal greco significa "che sta in piedi da solo". Pretty much self-explanatory, if you ask me. Ma se non ti fosse ancora abbastanza chiaro, diciamo che una verità epistemologica sarebbe una verità che è in grado di autosostenersi, cioè che non ha bisogno di strutture di pensiero e seghe mentali varie per acquisire dignità di "vero". Nel caso in oggetto, il fatto che le generazioni "millennial" sono bruciate è una cosa talmente "vera" che sfido chiunque a contestare le tesi del libro che ho linkato. Per questo la definisco una posizione "epistemologica", un po' retoricamente.

Cionondimeno Mentana si comporta da vero stronzo, nel momento in cui dalla sua posizione di "arrivato" e membro permanente dell'establishment, sopravvissuto a varie legislature con un equilibrismo degno di Talleyrand, si permette di criticare "i ggiovani", vittime e falliti per definizione e per comodità di tutti (incluso dei ggiovani stessi, ai quali ormai non resta altro che giocarsi la carta delle "vittime di un mondo crudele" per giustificare, per lo meno a sé stessi e ai loro genitori, il loro assoluto fallimento esistenziale).
Il punto però è proprio questo. Mentana è "arrivato", quindi si è guadagnato il diritto sacrosanto di fare la paternale ai ggiovani, a differenza per esempio dei pretacci (che non sono mai stati giovani, o anche soltanto "esseri umani" dotati di pulsioni e inclinazioni naturali tipo, che ne so, mandare a fanculo i propri genitori petulanti e bigotti, o farsi una sana chiavata), dei politici e di vari raccomandati leccaculo ma "socialmente integrati" che non disinteressatamente cercano il loro consenso (se non altro "elettorale") e di altre losche e viscide figure che impregnano di vecchiume l'angosciante panorama culturale italiano, e non solo.

Preferisco diecimila volte essere umiliato da un Mentana o da un Pierluigi Celli (notevole la sua opera "Comandare è fottere") che da un Brunetta, per citare una merda umana a caso*. Oppure venire arringato da un pippone buonista sulla "sacralità della famiglia" e su come la delegittimazione del sesso prematrimoniale dovrebbe risolvere tutti i problemi del mondo, dalla crisi finanziaria alla disoccupazione al debito pubblico al fatto che nel 2016 la chiesa del Porcodio di Roma (piscio e merda su di lui) ha più copertura mediatica di Piergiorgio Odifreddi, della buonanima di Pannella e di Rodotà messi insieme.

*e che mi quereli pure, così avrà la possibilità di sentirsi "più grande di", una volta nella vita.

Argomentazione 2: negli anni '60 e '70 la "battaglia" politica e culturale lo era in senso stretto, e c'è stata gente che si è fatta ammazzare per aver parlato troppo (es. Pasolini) o più prosaicamente si organizzava e ammazzava gli avversari politici (es. Brigate Rosse, anarchici).


Intanto premetto che ho una concezione differente di politica, e che gli anni di piombo non hanno fatto altro che delegittimare tutta la sacrosanta battaglia degli anni '60, che in Italia non è stata recepita correttamente (complice l'influenza sovietica, il sottobosco culturale cattolico e clerico-fascista, e altre merdate tipiche della nostra misera storia contemporanea). Sono convinto che si possa tranquillamente "combattere" anche senza sparare un colpo, a cominciare dalla presa di coscienza degli innumerevoli poteri attivi e passivi - es. potere dei consumatori di influenzare la domanda, potere di mandare a cagare il governo corrotto e le sue tasse insulse e chiedere la privatizzazione dei servizi pubblici, o anche soltanto il classico potere politico e democratico di voto; non solo, ma persino nella vita privata quotidiana si può fare moltissimo, ma ovviamente la ggente pensa alla rivoluzione come la scena di V per Vendetta dove il popollo subisce un insight di coscienza (così, a caso), si mette la maschera di Guy Fawkes e scende in piazza, perché è più figo fare così; ed è proprio lì il problema... non si desidera veramente il cambiamento, ma solo di atteggiarsi a fare i fighetti hipster alternativi, al costo (in termini di impegno concreto e tangibile) più basso possibile. Poi dicono che la legge del mercato è falsa ed alienante. Veramente sono 15 anni che studio psicologia (ma non mi sono laureato, sia perché è una facoltà della minchia buona solo per rimorchiare una quantità incredibile di fighe, ancorché dal discutibile sex appeal, sia perché mi fa genuinamente schifo l'establishment del settore) e  non ci avevo capito un cazzo di come funziona l'essere umano: i conti sono cominciati a tornare solo quando ho preso a studiare le basi dell'economia. No pun intended.

Fatta questa necessaria premessa, possiamo dire che nel post stesso, poco più avanti, c'è subito la risposta: gli italiani, e specialmente i ggiovani, sono un branco di piscialetto (quando non direttamente dei prendinculo) e questo Mentana lo sa molto meglio di quanto ne siano autoconsapevoli i ggiovani italiani stessi. Infatti gioca al gatto e al topo con loro, e proprio da qui nasce la mia stima. Il Rettiliano dice "se questo fosse stato un paese con i coglioni sotto invece che "tutto intorno", qualcuno lo avrebbe gambizzato", ed è ESATTAMENTE QUESTO che Mentana sta dicendo. "Io vi dico in faccia che siete dei prendinculo, tanto non avreste mai le palle di farmela pagare, e meno che mai di rispondermi a tono". È questo che si sono realmente detti in quella discussione. Laureata in filosofia, beh te la puoi agilmente arrotolare e chiavare nel culo considerando quanto facilmente ti sei sottomessa alla dialettica di un avversario (Gorgia sarebbe fiero!) che non ci stava nemmeno provando seriamente a smerdarti. E forse proprio per questo si è guardata bene dall'impegnarsi a rispondere e a provocarlo, foss'anche anche solo per difendere l'orgoglio: i vigliacchi imparano a fiutare il pericolo e si adattano con una prontezza che avrebbe affascinato Darwin.
Del resto oh, su cosa avrebbe dovuto poggiare il suo poderoso attacco dialettico? "Uee il governo non va contro i propri interessi solidificati nello status quo, e non ci dà quello che vogliamo!" BBBRUTALL!! Nemmeno Saul Goodman avrebbe potuto resistere... a pisciarsi sotto dal ridere!!! Ma in sua discolpa, se avesse avuto proprio quel minimo di capacità di portare avanti un attacco costruito su basi logiche e dialettiche, si sarebbe iscritta a Giurisprudenza invece che alla filosofia astratta per i segaioli mentali. A tal proposito, cito dall'articolo:

Posso anche giustificare l'errore di essersi laureati in una facoltà inutile. Alla fine, le cazzate nella vita si fanno. Io stesso ne ho fatte di peggiori.

Non per farmi i cazzi tuoi, ma mi chiedo seriamente quale stronzata potrebbe mai essere più grossa di questa. Ma nemmeno finire in galera secondo me.

Argomentazione 3: 

cito testualmente dal post
A parte gli scherzi, la ragazza si è presentata pigolante, indecisa, senza nessuna argomentazione chiara a parte l'idea che i politici avrebbero dovuto trovarle un lavoro. Da dove venga questa idea che dovrebbero essere i politici a trovarle un lavoro, non si sa.

Oh si sa benissimo invece. Dalla cultura dei piangina catto-comunisti. Che corrisponde in modo sorprendentemente preciso alla morale degli schiavi di Nietzsche.

"Ohh poveri noi! Perché il governo ce lo mette nel culo sempre?"
uhm, vediamo; forse perché loro hanno il coltello dalla parte del manico (cioè hanno proprio "il potere" in mano) e quindi possono fare esattamente il cazzo che vogliono, il che normalmente si risolve in "i sacrosanti cazzi miei"?!? Oh ma è solo un ipotesi! Magari è solo perché sono dei malvagi satanisti servi del denaro!
Ma supponiamo solo per qualche minuto che la bislacca ipotesi "chi ha il potere, lo usa per fini personali e non certo per il bene comune" fosse vera: chissà, magari acquisendo un minimo di potere contrattuale* si potrebbe persuadere (leggi "costringere", attraverso dinamiche di potere e diplomazia) il governo a considerare le tue istanze, ricattando ad es. di negare l'appoggio (incluso il voto) della propria intera categoria, e non IL TUO appoggio, piccolo miserabile il cui "oh, così-toccante" dramma personale vale nelle decisioni politiche quanto il due di coppe quando la briscola è a denari.

 *a livello individuale: impiegabilità, specialmente in settori strategici (e quindi "non iscriversi a facoltà assolutamente inutili" aiuta un sacco a tal fine), acquisizione di skill professionali e conseguentemente di "peso specifico" nel proprio settore, e cose del genere, you got the point. A livello di azione organizzata di massa: iscrizione e partecipazione attiva ad albi ed ordini professionali (che volendo possono funzionare tranquillamente come dei sindacati), attività di lobbying (ma naturalmente le lobby sono dei pothenti cattivoni, quindi no per principio morale) e altre forme di rappresentanza per intostarlo davanti al governo.

Ma naturalmente i me(r)dia sono molto abili ad alimentare questa illusione (i.e. che ai politici, alla società e in generale all'umanità frega veramente qualcosa di te, e si piegheranno alle tue esigenze). E tu, fesso, vittima della morale degli schiavi e dei servi, ci credi pure.
Perché si, mi dispiace dirtelo ma di te non frega un cazzo a nessuno. Dico sul serio, puoi anche ucciderti seduta stante, e i politici, le istituzioni, forse persino i tuoi genitori non faranno nemmeno finta di strapparsi le vesti per te. Non è bello, ma almeno è la verità. Benvenuto nel mondo reale! E se non ci credi fai una prova.

Facciamo un esempio pratico: durante la rivoluzione industriale in Europa le condizioni di vita erano come quelle dei cinesi adesso. Perché pensi che siano cambiate: perché il governo, mosso da pietà e da umana compassione, si è interessato ai loro problemi? Oppure perché gli operai si sono organizzati in un organismo internazionale dissidente che ha acquisito un enorme peso politico, fino a minacciare l'establishment e diventare il movimento di classe principale del 20° secolo? Scegline una. Ma se apri il libro di storia non vale!

Ma ora basta fantasticare sugli scenari di fantapolitica, usciamo nel campo delle ipotesi, e sappiamo bene che il governo prende a cuore i tuoi interessi perché tu vali, sei importante per tutti noi.

Ecco cioè cerchiamo di capirci bene: questo è il regime di stronzate cui sono state condizionate intere generazioni di ggiovani italiani, dai comunisti da un lato e dai cattolici dall'altro, stretti fra due fuochi, and it shows. Magari anche in buona fede; l'ideologia di Marx non era intrinsecamente malvagia, ma era appunto un ideologia ed è basata su un modello di essere umano (mosso dalla legge morale di Kant, invece che dalla legge del mercato) che non è necessariamente falso, ma è solo potenziale ed è questa la grande discriminante. Il comunista medio è fondamentalmente un coglione (ma senza offesa, capita) e parte dal presupposto che chi agisce secondo la legge del mercato (o ancora più prosaicamente da una logica utilitarista, anche detta "mi faccio i cazzi miei e tu sei solo un mezzo per ottenere i miei fini") è un bastardo figlio di puttana e non dovrebbe  neanche esistere, come nel mondo perfetto (il mondo "delle idee" di Platone) immaginato da Marx e precursori. In altre parole sono degli idealisti illusi. E ci rimangono di merda quando succede qualcosa che manda in frantumi le loro fragili illusioni. Così invece di reagire nel modo giusto (cioè crescere, scendere a compromessi con la realtà, prendere atto che ci si era sbagliati) si incaponiscono ancora di più sulle loro posizioni, fino a diventare gli hipster radical chic che votano SEL "per protesta" che sappiamo.

Infine per quanto riguarda la conclusione, la mia è ancora più radicale. Non è soltanto che non bisogna combattere per i gggiovani italiani perché non se lo meritano (e si meritano solo la pietà, anzi neanche quella, il pietismo del papa) ma è che il vero nemico, la vera causa di tutti i loro problemi, ce l'hanno davanti allo specchio. Kennedy disse "non chiedetevi cosa può fare il governo per voi: chiedetevi cosa potete fare voi per il governo". Ma certo, quella è l'America dove hanno un sistema presidenziale, sufficientemente autoritario da permettere al capo di stato di uscirsene con sparate simili (se lo dicesse Renzi, crisi di governo istantanea). Qui l'autorità fa paura (donde lo sprezzo per la riforma) perché è una parola che fa rima con "responsabilità".

TL;DR per i deficienti diversamente funzionali
I ggiovani sono vittime solo della loro miserabile mancanza di valori e del "saper stare al mondo", ma è più comodo prendersela con gli altri. Perché è sempre colpa degli altri.


3 commenti:

Daniele Lapenna ha detto...

Ho letto il post di Rettiliano ed ho visto anche quel video (che ho commentato).

Ci sono vari pensieri comunemente accettati.Analizziamoli:

1- È LO STATO CHE DEVE CREARE LAVORO PER I GIOVANI
Come sempre ho sostenuto,il lavoro lo creano i privati e lo stesso individuo specializzandosi o comunque cercando di capire cosa sa fare e come può inserirsi nel mondo del lavoro.
Lo Stato può anche dimezzare le tasse alle aziende,ma siccome queste sono private e libere (come è giusto che sia),decidono essi stessi se assumere,e quante persone assumere.

2- SE VUOI OTTENERE QUALCOSA,DEVI SCENDERE IN PIAZZA COME ABBIAMO FATTO NOI,RAGAZZI DEGLI ANNI '70
Veramente?Sparandosi in strada fra studenti e sbirri? È una vera soluzione? Quante manifestazioni,anche violente,ci sono state in questi ultimi anni in tutta Italia,specialmente a Roma?
Si è ottenuto qualcosa? Sì,decreti che hanno bloccato le manifestazioni.
Certo,molte erano manifestazioni pacifiche dove piccoli gruppi hanno fatto esplodere violenze,ma alla fine niente si è ottenuto.

3- MOLTE LAUREE SONO INUTILI
<a href="http://www.repubblica.it/economia/miojob/interviste/2006/07/05/news/meglio_i_filosofi_dei_laureati_in_letttere_ma_anche_scienze_della_formazione_e_psicologia_le_divisioni_aziendali_e_le_aree-140905154/>non credo sia così</a> .
La ragazza è laureata in filosofia? Facesse fruttare la sua laurea visto che oggi,anche per fare la commessa,richiedono minimo una laurea triennale.
Quindi,almeno come stanno le cose oggi,una qualsiasi laurea non è un errore.Già averla significa avere un punteggio in più sia nei concorsi (fingiamo ci siano concorsi non truccati) che nelle selezioni di aziende private.


Come diceva un qualcuno famoso che non ricordo,ribellarsi non è l'emigrare,ma l'imporsi nella realtà dove si è.
Certo,una frase stupida che lascia il tempo che trova,ma anche se si emigra,ci si deve sempre migliorare,non è come quelli che dicono «Tizio è andato in Germania,senza laurea né conoscenza della lingua,e ora lavora a tempo indeterminato e guadagna 1500 euro al mese».
Non ci credo manco se li vedo.


P.S.:
ho tralasciato altri argomenti per non scrivere un commentone che poi il cazzo di Blogger mi taglia.Nel caso,di risposta,ampliamo la discussione

Rettiliano Verace ha detto...

Oddio, grazie per la considerazione. D'altronde, si puo' dire che il mio blog sia il cugino psicopatico dei vostri!

Daniele, sono generalmente d'accordo, ma ti ricordo che in molti casi i laureati delle "facolta' inutili" sono semplicemente inoccupabili: pretenziosi, arroganti, e senza la minima esperienza di cosa sia la vita reale nel mondo del lavoro. Quella e' gente che non sopravviverebbe dieci minuti in un ambiente di lavoro privato. Molti datori di lavoro cestinano direttamente i CV dei laureati, dato che e' gente che "non sa stare al mondo".
Ah, tra parentesi, la storia delle "lauree inutili" e' vera, ma va presa con le pinze. Nel gruppo di italiani a Birmingham ho potuto conoscere medici, infermieri, veterinari, ingegneri e professionisti vari. Ormai non e' piu' solo il laureato al DOWNS che scappa.

Vivec, ho buttato nel cesso vari anni di vita andando dietro a qualcosa senza nessuna possibilita' di riuscita. Vabbe', le cazzate si fanno. Per fortuna ho avuto il coraggio di ammettere gli errori, incassare le perdite e ricominciare da capo. Conosco gente che ci va ancora dietro (non posso specificare) e campa di "rimborsi spese" e di buoni pasto a 40 anni. Che ci vuole a capire che se ti hanno trattato come uno schiavo per 20 anni e non ti sei ribellato, allora hanno gia' capito che non ti ribellerai mai e ti terranno cosi' fino alla fine?

Daniele Lapenna ha detto...

Ahahahah eh beh,il bello del tuo blog è che affronta le tematiche in modo diverso,diretto ed esplicito.

Su quello hai ragione.E spesso non riguarda solo certi tipi di lauree.
Ho trovato spesso dei laureati che si credevano superiori solo per quel pezzo di carta superiore al mio diploma,ma poi,parlandoci:
-avevano la cadenza dialettale mentre io parlavo italiano corretto,e mi chiedevano di che città fossi
-conoscevano solo teorie teorie e teorie,e niente cose pratiche che per loro erano cose rozze e lontane dalla loro vita
-pensavano che bastava avere una laurea per passare avanti a tutti,tralasciando persino la votazione presa o le vere conoscenze apprese

Il punto è che,almeno nel privato,qualsiasi azienda mette come requisito la laurea.Poi puoi anche esser un diplomato che si è studiato da solo tutta la contabilità e sai più di un laureato,ma loro ti cestinano immediatamente il tuo CV (e lo scrivono anche negli annunci).
A questo punto bisogna mentire e scrivere di avere una laurea in modo da esser almeno considerati e poter dimostrare di sapere più di un laureato spocchioso.

Il settore pubblico non lo tocco proprio. Non l'ho mai frequentato tranne quando,qualche anno fa,partecipai ad un concorso pubblico per un post all'asl: non passai la prima selezione per due punti,perché a due domande alle quali non ero certo,anziché lasciarle vuote (toglievano mezzo punto) ho voluto rispondere (toglievano se non erro un punto o uno e mezzo per domanda errata).