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Il volontariato non serve a nulla

In realtà non sto dicendo nulla di nuovo; è una cosa ben nota a chiunque abbia un minimo di nozioni di economia, o semplicemente è abbastanza intelligente (l'intelligenza non implica necessariamente la "cultura", l'importante è saper usare la materia grigia) da riuscire ad affrontare l'incredibile complessità della realtà postcontemporanea. Ma a beneficio di tutti - di chi non l'abbia ancora capito, di chi non ci aveva mai riflettuto, di chi aveva già qualche dubbio in merito ecc. proverò a farla breve.
Il volontariato è una farsa, è una delle tante sovrastrutture che l'umanità si costruisce per illudersi che la realtà in cui viviamo sia meglio di quel che è. Così come la religione, le buone maniere, il linguaggio altolocato, la morale "popolare" e tutti questi rimasugli borghesi, sono cose che si tengono ancora in piedi solo perchè le persone non hanno ancora imparato la dura lezione di Nietzsche, e hanno paura di abbandonare il loro porto di certezze illusorie per avventurarsi nel mare della vita vera.
Questa volta tanto per cambiare, proverò ad evitare le dissertazioni filosofiche ed esporrò dei punti quanto più possibile "pratici" per spiegare la cosa.

a) E' un detersivo a buon mercato per lavarsi la coscienza.

Su questo non c'è molto da aggiungere. Se uno ha dimestichezza con le ipocrisie della società, si accorgerà immediatamente (basta farci caso) che per un'incredibile coincidenza i più attivi sul fronte del volontariato sono proprio i più caini e spietati capitalisti. Ad esempio la Microsoft si fa conoscere per le sue oh-così-disinteressate azioni di volontariato, dove ci investe un mucchio di soldi. I soldi accumulati sbaragliando la concorrenza in maniera incostituzionale, ed instaurando un regime di terrore e di monopolio nel campo dei software.
Sulla chiesa cattolica poi, sono stati scritti libri interi e neanche mi spreco a parlarne, chi vuole si informa da sè.

b) Semplicemente, non serve a nulla


Questo è il punto più difficile da esporre, perchè questa cosa è vera su numerosi livelli. Quindi andrò a pescare solo i più significativi.
Cominciamo con una perla di saggezza: "se qualcuno ti chiede del riso, non glielo dare; insegnagli a coltivarlo" - Confucio

Il saggio Confucio capì che puoi sfamare una persona una volta, due, tre, ma poi se non è in grado di sostenersi da solo (nota: purtroppo la sostenibilità non è un concetto semplice da esporre, nemmeno la wikipedia ci aiuta granchè; in ogni caso, chi lo conosce saprà perfettamente di cosa sto parlando) prima o poi dovrà cambiare rotta. O morire di fame in ogni caso, certo a meno che non avete intenzione di sostenerlo a vita. Naturalmente uno può dire "ma lo aiutiamo solo nei momenti di difficoltà, poi si deve arrangiare": molto bene, questo è il concetto noto nel mondo della politica come "ammortizzatore sociale". Il problema è che, a meno di non essere veramente organizzati e solerti, è difficile capire se uno viene alla Caritas solo occasionalmente e quando è veramente in difficoltà, o se è un habituè che potrebbe anche cucinarsi da solo ma preferisce risparmiare i soldi per comprarsi le sigarette.
Molti, troppi "furbi" senza dignità semplicemente ci campano sui sussidi statali, la gente che lavora fa campare anche quelli che non lavorano. Ci sono persino intere culture che si basano su questo "stile di vita" parassitario (ad esempio gli zingari. Poi io non voglio giudicare ma davvero, se negate che sono dei parassiti allora siete dei rottinculo, lo ammettono persino loro stessi). Fondamentalmente anche i "neet", categoria a cui anche io appartengo, sono così, poi naturalmente ognuno avrà le sue ragioni (anche io ho le mie) e va bene così: io espongo le cose come le vedo, il giudizio non ce lo metto. Se ci vedete il giudizio dove non c'è, state proiettando: bontà vostra. (tranne quando vi ho dato dei rottinculo ipocriti, quello era sentito).

Ma torniamo alla dis-utilità del volontariato, che come disse CB anche "inutile" sarebbe un complimento, l'arte è inutile... qui si va proprio sulla dis-utilità.

Allora, la questione è questa: ci sono delle persone povere, io mi sento in colpa, e allora le aiuto. Già c'è qualcosa che non va; perchè ti senti in colpa? Perchè Gesù disse "beati i poveri" e tu pensi che intendesse la povertà economica, sebbene in realtà disse proprio "poveri di spirito"? Perchè disse "gli ultimi saranno i primi" e tu pensi che quello straccione che non ti degni neanche di guardare finirà in paradiso mentre tu andrai all'inferno? Ora non voglio entrare nel merito dell'analisi ermeneutica/esegetica, non è nemmeno la mia specialità e non farei altro che riecheggiare gli studi fatti da altri autori. Il punto è che se ti senti in colpa, c'è già un problema a monte. Forse sei uno stronzo di merda, e sotto sotto a livello inconscio sai di esserlo. Altrimenti penseresti "beh, non è colpa mia, che ci posso fare" e continueresti a campare con la coscienza pulita. Magari ti rendi vagamente conto che il sistema capitalista è una merda, e sai di farne parte e di aver contribuito allo scompenso economico sociale che ha provocato la povertà di quel tizio; e perciò ti senti in colpa per lui.
Oppure, potrebbe essere una motivazione molto più egoistica; la consapevolezza che la ruota gira per tutti, e quindi vuoi accumulare un po' di punti-karma per quando toccherà a te quella sorte, sperando che funziona davvero e non era solo una cazzata orientale.
Poi ci possono essere tutta una serie di motivazioni nevrotiche; tipo c'è gente che semplicemente non ritiene di meritare la felicità (Stefi sto guardando te), e quindi se sanno che c'è uno che sta peggio di loro, devono automaticamente fare qualcosa per aiutarlo, per contrastare il senso di colpa e non per genuina volontà di aiutare.

Ora vorrei esaminare il livello successivo; io mi sento in colpa, li aiuto (per lavarmi la coscienza) e penso di aver fatto qualcosa di significativo. Ma per quanto già esposto all'inizio del paragrafo (la sostenibilità economica...), il tizio è di nuovo punto e da capo. Poi che sia colpa del sistema capitalistico o che sia colpa sua, perchè non si da' da fare (tipico ragionamento da statunitense repubblicano classe medio-alta, "i barboni sono tali perchè sono sfaticati"), questo è un discorso a parte; ma il punto è che anche se lo aiuti, gli regali i vestiti, il cibo, persino il riscaldamento, non farà molta strada neanche così.
Anche se vai a fare il "medico senza frontiere" e vai in Africa a rischiare di lasciarci la pelle (o almeno una gamba) su una mina antiuomo per 10, 100 ma fossero anche 1000 bambini, ce ne saranno altri diecimila che moriranno (si stima che ne muore uno al secondo solo per fame). Questo ci porta al punto successivo

c) Fai solo da "tampone" a problemi molto più grossi


E questo è il punto focale dell'intero discorso. Se tu che fai volontariato fossi una persona intelligente (se lo eri non staresti nemmeno leggendo questa roba, ahhaha!) ti saresti chiesto "perchè in primo luogo esistono questi problemi? Perchè con tutta la sovrapproduzione di cibo che c'è, migliaia di persone al giorno muoiono di fame?".
Poi qui ognuno ci dà la sua risposta, chi dice che è per colpa del Grande Nemico Satana, chi dice che è colpa del capitalismo, chi dice che invece è colpa del comunismo, chi dice che è la chiesa, chi dice Berlusconi ecc ecc. Anche questo, sarebbe un discorso a parte e se ne potrebbe discutere molto a lungo.
Ma il punto della faccenda è: visto che sussistono questi problemi ad un livello molto più alto di quello sul quale stai intervenendo, che senso ha la tua azione?
Mi spiego meglio; il buon Einstein diceva che i problemi non si risolvono al livello di pensiero che li ha generati. Facciamo un esempio pratico; io sono un terrone che non ha voglia di lavorare, e quindi campo sui sussidi statali. Tu Stato mi dai i soldi per "risolvere il mio problema economico", quando invece il mio reale problema è economico solo secondariamente, ma primariamente è un problema umano; è determinato dalla nolontà di muovere il culo e andare a lavorare. Il problema in questo modo non si risolve, e non si risolverà mai. In termini tecnici, si è instaurato un regime di azzardo morale.
Siccome la pagina della Wiki fa schifo, provo a spiegare brevemente il moral hazard, c'è un esempio molto calzante; il classico bambino viziato, che qualunque cazzata combina i suoi genitori coprono tutto per salvare la loro reputazione. Il bambino si sentirà dunque spinto a comportarsi ancora peggio, "tanto ci pensano i miei", e così diventa ancora più viziato e "frega il sistema". Questo è lo stesso principio economico alla base della crisi dei mutui del 2008, ma questa è un'altra storia. L'importante è comprendere il modo in cui questo discorso c'entra con l'atteggiamento del terrone sfaticato cronico.

Si possono fare molti esempi su questo tipo di stupidità: Lorenzo Jovanotti, ve lo ricordate quando cantava "cancella il debito"? (che tra l'altro è una canzone veramente del cazzo). Ecco, si da' il caso che i paesi africani hanno accumulato dei debiti assurdi per via del livello semplicemente incredibile di corruzione e di fascismo dittatoriale dei loro governi; i soldi che i governi occidentali danno loro, li hanno usati per comprare armi per farsi la guerra coi paesi vicini. Anche i soldi che le industrie minerarie danno loro per avere il permesso di sfruttare i loro stessi cittadini, invece di usarli per aiutare i loro cittadini, dei quali evidentemente in realtà non gliene frega un cazzo (altrimenti non permettevano agli imperialisti stranieri di sfruttarli) li usano sempre per comprare armi. Insomma non è cambiato niente dal '600, quando i capi tribù vendevano le loro stesse genti ai mercanti di schiavi, fino a rendere le loro tribù così deboli da finire anch'essi presi e venduti come schiavi. Certo l'uomo bianco è una grandissima merda, e lo è ancora, però questi neri neanche ci scherzano eh. Poi naturalmente questo è causato anche dalla politica coloniale e destabilizzante dei paesi occidentali sui paesi poveri, e anche questa è un'altra storia. Ma anche questo c'entra col nostro discorso; tu, medico di Emergency vai a scontare i peccati commessi dal tuo governo. Che genio che sei! O sei veramente molto leale al Sistema, oppure sei veramente coglione e magari pensi che le guerre "succedono", come se fossero calamità naturali.

Bene, direi di aver reso l'idea e posso chiudere qui. In realtà con questo post non voglio attaccare personalmente chi fa volontariato, ma il mio vuole essere un invito a farlo in modo consapevole, cominciando dal chiederti "perchè lo faccio? Cosa spero di ottenere? Ci posso riuscire veramente in questo modo?" e cosa ancora più importante, spingere a riflettere sulla radice dei problemi.

Commenti

Rettiliano Verace ha detto…
Ottimo post. Il problema è che il volontariato spesso è un detersivo per la coscienza di alcuni e una fonte di guadagno per chi organizza il tutto. Non ha senso spiegare il perchè e il percome. Non la conosci la teoria della montagna di merda?
Anonimo ha detto…
Bell'articolo... condivido, anche se solo in parte. Ovviamente è innegabile che moltissime persone che fanno volontariato lo fanno spinte da sensi di colpa o conflitti di vario tipo, così come è innegabile che nella maggior parte dei casi si tratta di "tamponare" un problema più grosso. Sono invece più perplessa circa la conclusione "fare volontariato è inutile" in modo assolutista; bisogna distinguere le situazioni, ad es. giustissimo il pensiero di Confucio circa l'importanza dell'INSEGNARE alle persone ad aiutarsi da sé ed essere autonome... ma ci sono tipi di volontariato diverso, in cui non si toglie nulla alle persone. Faccio un esempio. Un'associazione di disabili, che si occupa di far passare loro i weekend o il tempo libero attraverso hobby, gite o cose di questo tipo. In quel caso non togli nessuna capacità alla persona, anzi semmai le permetti di vivere determinate esperienze che da sola non potrebbe fare, esperienze che la facciano sentire almeno un po' una persona "normale". Ovviamente questa cosa si può fare anche per lavoro e non per volontariato, ma se pensi alle famiglie di queste persone, credo sia un sollievo per loro saper di avere un posto dove i figli possono andare, essere seguiti e magari pure divertirsi, senza dover ogni volta sborsare dei soldi. Insomma, credo non sia del tutto corretto dire che in OGNI caso il volontariato è inutile, dal momento che certe azioni che le persone fanno, nel loro piccolo, possono fare la differenza. Chiaramente questo aspetto è indipendente dal punto A, quello che concerne le motivazioni per cui una persona lo fa; se una persona fa volontariato spinta da sensi del dovere o sensi di colpa, le consiglierei di aiutare prima se stessa a liberarsi di certe sue dinamiche interiori; dopo di che, credo che fra tutti, ci sarà pur ben qualcuno che lo fa per un suo desiderio autentico e consapevole che ci guadagna lui stesso (molti dicono infatti che "ricevono più di quel che danno"... ora, c'è da sperare che non ricevano solo in termini di gratificazione narcisistica del sentirsi "buoni" :D ). A parte ciò, credo sia importante riconoscere che forse una parte di altruismo sano esiste, sennò finiamo ad essere più negativi di chi comunque, nel suo piccolo, desidera fare qualcosa in direzione opposta da come va il mondo e la mentalità comune... un tornaconto personale c'è comunque, se questo tornaconto non è nevrotico non ci vedo nulla di male. La soluzione non sta dunque nel limitare il volontariato ma semmai nel cambiare il modo in cui viene fatto.
Riguardo alle situazioni più "grosse", tipo il medico di Emergency...anche in questo caso ti do ragione ma mi viene anche da chiedermi: siamo sicuri che se non ci fossero tutte quelle persone sarebbe tutto uguale? indubbiamente il problema non è risolto e non si risolve in quel modo, ma dipende anche da che punto di vista guardiamo la cosa: restringendo il campo di osservazione, se si chiedesse alle persone che sono state salvate o che ora hanno una vita migliore grazie a quei volontari, loro direbbero che una differenza c'è, eccome. Quindi la domanda è: meglio poter risolvere solo piccole situazioni (senza alcuna differenza a livello globale) o a sto punto sarebbe meglio lasciar stare tutto? Boh. Sono solo riflessioni, ovviamente, una risposta chiara non ce l'ho neppure io :) S.
Armando ha detto…
@Rettiliano Verace: hahah, ma certo che la conosco, anzi grazie per averci fatto un post, è una teoria molto interessante e soprattutto molto VERA e merita maggiore visibilità.
Quanto all' "ottimo post", non credo proprio, ma mi sto allenando! Devo dire che sei bravo a sintetizzare e ad andare dritto al punto, e un po' sto imparando da te.

Riguardo alla ricotta (che in lingua terronica significa "cresta", insomma i soldi che si fanno "sfruttando" le cose) che si fanno sul volontariato, non mi ci sono neanche soffermato su quello, sarebbe stato come sparare sulla croce rossa, e voglio far finta di partire dal presupposto che ci sia gente che lo fa "sentitamente"...
Armando ha detto…
@Anonimo (penso proprio di sapere chi sei...):
in sostanza quello che voglio dire col mio post è che non bisogna prendersi per il culo. Se si vogliono risolvere i problemi, si risolvono alla base; quanti medici di Emergency comprano alle loro mogli i diamanti DeBeers, diamanti macchiati del sangue del popolo africano? Forse non tutti, ma abbastanza da farci capire (sempre se lo vogliamo capire) che il sistema capitalista genera povertà e sfruttamento in maniera insidiosa.
Tu dici "vai a parlare con quelli che sono stati salvati dal volontariato", mi sembra la pubblicità dell'otto per mille, "chiedilo a loro"... e tu vai a spiegare a TUTTI GLI ALTRI, e sono la stragrande maggioranza, perchè NON hanno ricevuto quegli aiuti. E' l'ipocrisia che mi fa stizzare.
Rettiliano Verace ha detto…
Armando, non volevo infierire ma solo perchè pensavo fossi già informato. Dietro al volontariato ci sono giri di soldi enormi, assurdi, di cui la maggioranza dei volontari non vede un centesimo e non conosce neanche l'esistenza. Ci sono professionisti del campo che si sono fatti i bagni di soldi tra contributi UE e semplici creste sulle donazioni. Quella è gente che non vedrai mai, dato che sta nell'ombra, "organizza" le cose e mette in prima linea dei poveri coglioni illusi che vogliono fare del bene oppure dei morti di fame che pur di avere le briciole si beccano gli insulti e gli sputi in faccia al posto loro. E' un ambito veramente di merda, ma dato che molti lo fanno solo per ripulirsi la coscienza non ci fanno caso.
Anonimo ha detto…
ok sì :)
Armando ha detto…
@Rettiliano: naturalmente è come tu scrivi, caro amico (cit. Serafino Massoni, un noto cazzaro patologico) io sono dovuto restare più sul "forse" perchè l'intenzione originale era di far leggere questo post ai diretti interessati, che non sarebbero pronti a una secchiata gelata di realtà.
Daniele Lapenna ha detto…
Hai esposto il senso del tuo post in modo chiaro.

Infatti sono quelle le domande che una persona deve porsi

Perchè lo faccio?
Cosa spero di ottenere?
Ci posso riuscire veramente in questo modo?


Il pensiero di Confucio è di una verità sconcertante ( per chi vive nell' illusione ): quella modalità di aiuto non risolve il problema.

Mettiamo una famiglia dove i genitori lavorano e il nucleo famigliare vive in maniera normale ( né ricchi né poveri ). Uno dei due perde il lavoro e l' entrata di uno dei due è sufficiente al massimo per pagare le spese necessarie.
Che volontariato utile si può fare?

Donare quel cibo che avanza e che butteremmo? Visto che con tre euro è possibile preparare anche quattro pizze fatte in casa, si potrebbe donare una cena.
Non risolve il problema, ma se ognuno lo farebbe per chi versa in queste condizioni, creerebbe una cooperazione tipica dei primi gruppi di individui quando crearono i piccoli villaggi.
Tutti si vantano di appartenere ad un quartiere, ma poi lo fanno solo per vantarsi di non so cosa senza aiutarsi a vicenda. Il solito sentimento patriottico del cazzo che non porta mai a qualcosa di utile.

Chi ha denaro per pagare qualcuno che gli faccia un lavoro, può chiedere di far quel servizio a quella persona e pagare quella persona.
Chi ha delle competenze potrebbe insegnare gratuitamente il suo mestiere.

Insomma, il vero volontariato è utile, dà un aiuto materiale ma anche un aiuto non materiale. Il soggetto non si sente isolato, può trovare il coraggio e risollevarsi anziché proseguire nell' opera dell' autocommiserazione e del pensiero negativo della vita.

Armando ha detto…
@Daniele
Chiaramente quelle che delinei sono situazioni "ideali" (best-case scenarios).

io però mettevo in luce il fatto che, se le persone si adattano a farsi mantenere, dopo è difficile responsabilizzarle (azzardo morale). Qualcosa che i comunisti sembrano avere difficoltà a comprendere, finendo per diventare più buonisti dei cattolici.
Daniele Lapenna ha detto…
Sì sì, su quello son d' accordo, infatti non ho parlato di quel fatto.
Ecco perché sono contro il Reddito di Cittadinanza.
Se perdo il lavoro, io voglio un lavoro, non un importo che sembra uno stipendio part-time senza far nulla.
A quel punto, se proprio vuoi darmi quei soldi perché verso in condizioni economiche disagiate, fammi fare delle attività utili nella mia città, così mi rendo e mi sento utile.